Solitude

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Solitude
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“Solitude” racconta l’aspetto intimistico dell’attesa, di qualcosa o qualcuno che non torna.

Un breve percorso nel vissuto emotivo di ognuno in cui tale attesa è il luogo privilegiato di autenticità, luogo in cui fare i conti con se stessi e riconoscere le proprie emozioni.

A tal fine la commistione di due linguaggi differenti in un’alternanza di immagini e parole.

 

Testi di Luciana Manco

 

  • Mi aspetto di vederti spuntare dietro ogni mia curva.
    Sulle strade disabitate della mia pelle.
    Copro di sale il ghiaccio dell’attesa per non farti cadere.
    Perché tornerai. Forse meglio in primavera.
    Non voglio che tu senta questo freddo.
    Io avrò pazienza.

 

  • È qui che ti accolgo ogni volta. Nel buio degli occhi.
    E non ho paura del tuo schianto, quando decidi di distruggere il mondo.
    Sei una meteora che sempre torna viva.
    Attraversi il mio vuoto e lo fai universo.

 

  • Stanotte per una frazione di secondo ho voltato lo sguardo e tu non c’eri. Ho chiuso gli occhi, fuori controllo, e li ho riaperti per ritrovarti.
    Tu non eri lì, non c’eri più. Ma prima che io sentissi lo schianto, da dentro mi hai detto – Non senti che ti sto cullando?