Gallipoli

Pescatori Gallipoli - Emiliano Picciolo

Gallipoli

Ero a Gallipoli senza un motivo preciso, mi sono alzato presto con l’idea di voler raccontare qualcosa. Sentivo di aver trascurato questo mio bisogno e che era ora di recuperare.

Lascio l’auto alla “Giudecca”, dove finisce lungomare Galilei e inizio la mia passeggiata passando dal porticciolo dietro al “Canneto”, sulla darsena c’è una casina con un cartello in legno con scritto “Lorenzo Saponaro e f – Scalo d’alaggio”, mura bianche e porte blu. Il signor Saponaro sta lì dentro ma non capisco cosa fa perché fuori il sole già picchia forte e mi acceca. Saluto, non mi sente, ha la televisione accesa a volume altissimo, mi avvicino e saluto di nuovo presentandomi.

Lorenzo Saponaro Scalo d alaggio Gallipoli - Emiliano PiccioloSo che è stato “maestro d’ascia” – costruiva le barche e le paranze dei pescatori – e quando glielo dico mi risponde dicendo che ormai non ci sono più le asce, chi costruisce più barche? Lui però sta lì tutti i giorni, fa il solitario con le carte e fuma “se finisco queste, ho le altre” – dice – indicando due pacchetti di sigarette simmetricamente distribuiti ai due estremi dello spazio dedicato al gioco di carte, poi mi fa vedere le foto appese al muro, ognuna ha una data: ce ne sono alcune degli anni ’70 addirittura, fino all’ultima che gli ha fatto “un tuo collega”, quest’inverno. Ben vestito, sempre al tavolo e con gli amici intorno.

Scatto alcune foto e lo saluto con la promessa di tornare con una stampa per lui, magari la appenderà insieme alle altre su quel muro dei ricordi.

Lorenzo Saponaro Scalo d alaggio Gallipoli - Emiliano Picciolo

Lorenzo Saponaro Scalo d alaggio Gallipoli - Emiliano Picciolo

Proseguo la camminata verso il seno del Canneto, lascio la chiesa alle spalle e resto lato banchina, accanto ai pescherecci e alle reti. C’è gran movimento.

Pescatori Gallipoli - Emiliano Picciolo

Pescatori Gallipoli - Emiliano Picciolo

I pescatori sulle barche e a terra sono indaffarati nella manutenzione delle reti da pesca, gli scatto qualche foto chiedendogli il permesso, che mi danno sorridendo – credo siano abituati agli obiettivi, alle foto dei turisti – e vado in città vecchia, passando dal ponte che collega il centro storico con la “città nuova”: due mondi diversi in perfetto equilibrio fra palazzi a specchio e vecchie case con i panni stesi fuori dalla porta in vicoli vista mare.

Venditore di cesti Gallipoli - Emiliano Picciolo

Ho capito quale fosse il mio obiettivo solo quando sono arrivato alla spiaggia della Purità, luogo sacro per i gallipolini. E ci credo.
Spiaggia della Purità Gallipoli - Emiliano Picciolo

Peccato non avessi costume e asciugamano, ci ritorno da turista.

 

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